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di Ufficio Stampa (del 03/09/2010 alle 13:54:43, in Ufficio Stampa, linkato 3 volte)

Roma, lì 03.09.2010

Ai componenti la Direzione Nazionale - Ai componenti il Comitato Etico - Ai componenti il Collegio Nazionale dei Probiviri - Ai componenti il Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti

e, p.c. Ai Segretari Regionali

LORO SEDI

Oggetto : convocazione riunione della Direzione Nazionale PSDI.

Cari compagni,

Vi ricordo e confermo che la riunione di Direzione Nazionale – come da nota del 20 luglio 2010 – pubblicata anche sul sito www.socialdemocraticieuropei.it – è convocata per venerdì 10 settembre 2010 - alle ore 23.00 - in prima convocazione e per sabato 11 settembre 2010 - alle ore 12.00 - in seconda convocazione, presso la sede della Federazione Provinciale PSDI della BAT – sita in Barletta alla Via Degli Ulivi n. 51/C, per discutere sull’ ordine del giorno già trasmesso ed integrato con sopravvenuti, urgenti provvedimenti, come segue:

1) approvazione verbale della seduta precedente;

2) relazione politica e morale del Segretario;

3) relazione del Collegio Nazionale dei Probiviri e del Comitato Etico;

4) integrazione Direzione Nazionale ai sensi dell’ Art. 10 dello Statuto;

5) relazione del Responsabile Organizzativo sull’esito del tesseramento. Determinazioni;

6) revoca e/o modifica e/o chiarimenti provvedimenti delle Direzioni dell’11/09/2009, 28/11/2009, 11/01/2010 e 28/05/2010;

7) provvedimenti ai sensi dell’Art. 8 dello Statuto. Presa d’ atto mozione (comma 1), approvazione criteri, regole e nomina della Commissione Nazionale di Garanzia per il Congresso;

8) iniziative giudiziarie – relazione del Segretario. Provvedimenti;

9) approvazione ordine del giorno del XXVIII Congresso Nazionale ed eventuali, ulteriori adempimenti;

10) approvazione conto consuntivo 2009 e bilancio di previsione 2010;

11) varie ed eventuali.

Attesa l’importanza degli argomenti, all’incontro sono invitati anche i Segretari Regionali.

In attesa di incontrarVi, invio cordiali saluti.

IL SEGRETARIO NAZIONALE

f.to Mimmo Magistro

 
di Ufficio Stampa (del 01/09/2010 alle 13:04:58, in Ufficio Stampa, linkato 4 volte)

Può apparire una provocazione quella di porre a confronto due vicende politiche, quella odierna di Fini e quella di Saragat, leader dei socialisti riformisti e fondatore del Psli, poi divenuto Psdi, così lontane nel tempo e collocate in contesti storici poco o per nulla equiparabili; ma da alcuni recentemente si sono fatte notare le antitetiche conclusioni che Saragat e Fini hanno tratto sulla loro permanenza nella carica di presidenti della Camera (allora Assemblea costituente, oggi Camera dei deputati). Infatti Saragat, a sole ventiquattr’ore dalla scissione di Palazzo Barberini e dalla nascita del Psli, poi Psdi, presentò le dimissioni da presidente dell’Assemblea costituente, dimissioni prima respinte per ragioni di fair play, quindi confermate e definitivamente accettate. Sessantatre anni fa parve del tutto naturale, in quanto conforme ad un’etica politica che oggi sembra a molti sfuggire, che un leader quale Saragat, all’indomani di una scelta netta e dolorosa sul piano ideologico che pochi mesi dopo si tradurrà in una scelta di campo altrettanto netta con la costituzione del quarto governo De Gasperi, intendesse prevenire qualsiasi confusione tra ruolo istituzionale e leadership di partito. Mi preme ricordare che la nascita della formazione socialdemocratica rese possibile alle forze politiche moderate, contrarie a qualsiasi totalitarismo e favorevoli ad una definitiva integrazione dell’Italia fra le democrazie occidentali, di affrancarsi dall’ipoteca della sinistra massimalista rappresentata dal fronte popolare, e di dare vita ad una maggioranza centrista che ha guidato il nostro Paese spesso tra mille difficoltà ma senza tentennamenti né ambiguità. Sembrò allora a Saragat, al suo neonato partito ed a tutto l’arco politico (fronte popolare compreso) assolutamente ovvio che il presidente dell’Assemblea costituente (che svolgeva anche l’attività di Camera politico-legislativa) riconsegnasse a coloro che lo avevano scelto (e cioè a tutte le componenti del Cln rappresentate in parlamento) e quindi anche e soprattutto a quelli di cui fino a pochi mesi prima Saragat costituiva una costola, la prestigiosa carica istituzionale. Così operando il leader socialdemocratico intendeva sottrarre alla polemica politica che di lì a poco avrebbe surriscaldato i lavori parlamentari la propria carica istituzionale: era infatti del tutto prevedibile che ad un presidente di assemblea sarebbe stato contestato di ricoprire la carica come uomo di parte, con conseguente indebolimento ed appannamento dell’immagine di terzietà che invece avrebbe dovuto offrire in ogni circostanza. Quindi un indubbio sacrificio di ruolo e di prestigio, ritenuto necessario per compiere un’operazione politica della quale tutto il Paese non può che essergli grato in quanto liberò per sempre la nostra democrazia dall’ipoteca comunista. Molta acqua è passata sotto i ponti; il fantasma comunista, convitato di pietra delle istituzioni repubblicane fino al 1989, si è dissolto, o meglio, ha assunto nuovi connotati come ci insegnano le vicende di questi ultimi vent’anni che hanno visto rinnovarsi l’offensiva, anche con inaudita violenza, contro i valori ed i principi del mondo occidentale. Oggi, come ieri, la vera grande difesa dei sistemi democratici riposa essenzialmente nel consenso di cui godono le loro istituzioni, ed il consenso poggia sulla diffusa consapevolezza dei cittadini di essere rappresentati a livello di parlamento e di governo e di poter fare affidamento su una politica di governo congrua ed efficace, all’altezza dei tempi e delle situazioni. L’Italia che ha vissuto con sofferenza i primi cinquant’anni di storia democratica, sembra avviata a dotarsi di un sistema di governo all’altezza dei tempi, che eviti il ritorno ad un passato fatto di ambiguità e di scelte consociative. Questo sistema contempla che le cariche di alto profilo istituzionale, sebbene scelte dalla maggioranza parlamentare, svolgano con imparzialità il ruolo di garanzia degli equilibri costituzionali, senza sposare l’una o l’altra causa ma assicurando insieme lo svolgimento delle funzioni di governo con quelle di opposizione. Essere capo di un partito o di una corrente di partito (le situazioni sono equivalenti) è incompatibile con il ruolo di presidente di una o dell’altra Camera, potendosi verificare (ma in concreto è già purtroppo avvenuto negli ultimi mesi) che le scelte presidenziali siano viziate da un interesse particolare, ancorché politico, che mal si conciliano con la funzione istituzionale. Con l’aggravante per Fini che la scelta di Saragat, eticamente ineccepibile ed antitetica a quella finiana, nasceva da un progetto politico di altissimo profilo mentre quella dell’attuale presidente della Camera rischia di farci ripiombare nel più vieto sistema partitocratico e correntizio che ai partiti (ed alle loro correnti) consente di disporre del voto ricevuto dagli elettori a proprio piacimento. Il leader socialdemocratico ha corrisposto in pieno alle richieste del suo tempo, Fini rischia di mettere indietro le lancette dell’orologio della politica e del nostro sistema istituzionale.

martedì 31 agosto 2010

Pubblicato su "Il Giornale.it"

 
di Ufficio Stampa (del 01/09/2010 alle 12:56:07, in Ufficio Stampa, linkato 4 volte)

LOGGIA. Parla il segretario socialdemocratico Robles contro la Giunta: «Verde, cemento e Spa: tutto da rivedere»

Alle ultime elezioni ha corso con il sindaco Adriano Paroli e, in vista del congresso nazionale di ottobre, per il Psdi è tempo di bilanci. Il partito del sol nascente ha delineato le falle dell'amministrazione cittadina, senza esclusione di colpi. «Pur rimanendo fedeli al sindaco è nostro dovere segnalare alcune incongruenze», sottolinea il segretario provinciale Vito Robles, puntando il dito soprattutto sull'inquinamento che chiude Brescia in una morsa: «Si spera che la Giunta abbia in cantiere provvedimenti seri perché la situazione è al limite; anche il verde è un punto dolente e mi sembra che questa amministrazione continui a cementificare», accusa. Gli esponenti bresciani del partito di Saragat, in particolare, sono contrari al piano edilizio di via Sostegno: «A Brescia ci sono già oltre 6 mila appartamenti invenduti. Cosa facciamo in nome degli oneri di urbanizzazione? Continuiamo a costruire?». Sul tema, l'attacco va anche a Brixia Sviluppo: «Società privata a capitale pubblico, sottratta ad ogni controllo». DA ROBLES pollice verso anche sul futuro del Mercato dei grani, che vede l'amministrazione comunale indecisa sulla vendita o la locazione: «Che seguano la stessa linea dell'Oviesse e siano coerenti: lo mettano a reddito così da far entrare denaro nelle casse comunali». Qualche perplessità sulla pensilina di Largo Formentone, anche se quella, «più che altro, è questione di gusti». «Più di tutto ci offende la questione dei doppi e tripli incarichi dei nostri politici: abbiano il coraggio di scegliere», tuona Robles. Le stoccate non mancano nemmeno per il governo centrale. I temi sono molteplici, con il comun denominatore di «un'Italia alla deriva». Tra le principali denunce del Psdi, la crisi che ha colpito le famiglie e la manovra del Governo: «Ancora una volta colpisce i più deboli, senza contare che si fa poco e niente contro l'evasione fiscale (solo a Brescia si stimano 600 milioni di euro elusi), un debito pubblico altissimo dovuto anche ai numerosi privilegi e sprechi dei politici, e un susseguirsi imbarazzante di scandali». Vecchia storia, così come gli stipendi italiani tra i più bassi in Europa, i costi di benzina e gas tra i più alti, gli enti inutili. «Siamo in mano a una classe politica che ha distrutto il tessuto sociale del Paese - dichiara Robles -. Ormai la maggioranza è in mano alla Lega, che conquista voti giocando sul deficit culturale della classe operaia e sulle paure della gente. Ma un leader ha delle responsabilità: Bossi non può mandare la gente a quel paese col dito medio. Se questo è l'esempio di educazione che danno i governanti chissà che italiani avremo». L'ultimo affondo è sulla questione Fiat di Melfi: «Siamo solidali con gli operai. Non è accettabile che il presidente di Confindustria Marcegaglia sia a favore del comportamento dell'azienda».

29/08/2010

di Michela Bono

pubblicato su "Bresciaoggi"

 
di Ufficio Stampa (del 03/08/2010 alle 18:23:51, in Ufficio Stampa, linkato 30 volte)
 
di Ufficio Stampa (del 29/07/2010 alle 12:35:35, in Ufficio Stampa, linkato 39 volte)

Ai compagni della Direzione Nazionale, Collegio Nazionale dei Probiviri, Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti, del Comitato Etico, del Consiglio Nazionale, Segretari Regionali e Provinciali e Consiglieri Comunali.

Cari compagni,

Vi allego la mia proposta di documento programmatico per il XXVIII Congresso Nazionale. E’ il modesto ma spero condiviso programma per i prossimi tre anni che dovrà essere arricchito con le schede tematiche, con il dibattito che si dovrà aprire nei territori ed aggiornato, modificato ed attualizzato dall’evolversi del confronto delle posizioni politiche in atto. E’ affidato alla Vostra riflessione ed eventuale adesione nel rispetto dello Statuto e delle Norme Congressuali.

Un caro abbraccio.

Mimmo Magistro

 
di Ufficio Stampa (del 29/07/2010 alle 12:34:56, in Ufficio Stampa, linkato 35 volte)

“Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L'audacia ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso.” (Johann Wolfgang von Goethe)

RIFORMISMO PER IL XXI SECOLO

Di audacia Giuseppe Saragat deve averne avuta tanta nel creare in Italia la socialdemocrazia e nel dar vita al Partito dei Socialdemocratici Italiani.

A distanza di 63 anni il PSDI si pone, ancora una volta, come soggetto politico continuatore di quella tradizione riformista che ha vinto sul piano della storia ma che, forse, non è mai stato guidato da uomini forti e capaci come le sue idee.

Il PSDI, non volge lo sguardo al passato ma guarda al futuro, perché il passato è già stato giudicato dalla storia nonostante ci siano, anche all’interno del mondo socialista coloro i quali negano, come abbiamo sentito dire nel recente Congresso Socialista, che la scissione di Palazzo Barberini sia stato un atto di lungimiranza di Saragat, un’ ancora che ha salvato la democrazia italiana.

Il nostro futuro é nelle nostre idee, nei giovani, nell’università, nella scuola, nel mondo del lavoro - tra quanti producono – senza distinzione tra operai, imprenditori, artigiani e commercianti.

Un Partito, il PSDI, che viene dalla sinistra riformista e guarda verso tutti coloro i quali vogliono trasformare la società italiana, renderla più giusta, più coerente con la vocazione del territorio ed hanno la voglia di vincere le battaglie dello sviluppo.

Il Paese vive uno dei momenti più drammatici della storia recente. La maggioranza di centrodestra sembra sfaldarsi quotidianamente per la ferocia delle contrapposizioni tra gruppi di potere.

La sinistra tarda a mettere insieme le migliori capacità ed offre spazi ad ambizioni personali di dirigenti della sinistra radicale che non hanno mai abiurato al loro sogno comunista.

Il terzo polo, che pure aveva ottenuto la nostra leale attenzione, mostra di essere un contenitore senza alcuna anima nel quale culture e storie nelle forze politiche minori, evaporano.

Il Partito, con il XXVIII Congresso, intende proseguire nel percorso avviato a Bellaria tre anni fa sulla via della riforma in senso federale, offrendo al territorio il diritto- dovere di fare le scelte più aderenti alle proprie esigenze all’interno di alleanze con le forze storicamente a noi vicine: socialisti, radicali, liberali, cattolici e, nei territori, autonomisti e liste civiche.

Il ritorno negli enti locali deve essere l’obiettivo prioritario per i prossimi due anni.

Le politiche per il Sud, e le altre aree cosiddette svantaggiate, devono vedere il PSDI in prima linea con proposte che mettano insieme unità nazionale e rispetto delle identità perché solo un Paese politicamente forte, moralmente sano, può garantire uguaglianze nei servizi sociali e nelle opportunità di lavoro, al Sud come al Nord.

Il Sud non è un problema ma una risorsa per l’Italia e come tale va affrontata l’esigenza di annullare il divario nord- sud, soprattutto dotando il Mezzogiorno di infrastrutture, per il nuovo centrale ruolo nel Mediterraneo.

Il Paese ha bisogno di recuperare l’etica ed il senso della collettività. Occorre eliminare le sacche dei tanti privilegi per deputati, amministratori e , finanche, sindacalisti. Occorre tallonare, invece, il Governo perché prenda sostanza il piano dell’occupazione del Ministero del Lavoro.

Nel dibattito sulla libertà di stampa dobbiamo richiamare l’esigenza di uno strumento equilibrato che contemperi la doppia esigenza di difendere la dignità umana dalla verità televisiva, mediatica e quella, altrettanto strategica ,di non nascondere nulla ai cittadini..

Dobbiamo sposare sviluppo con tutela dell’ambiente. Occorre accostarsi al nucleare con l’attenzione per i rischi sulle future generazioni e la speranza che il progresso possa garantire centrali nucleari sicure.

Non dobbiamo avere timore di aggiornare la nostra Costituzione, soprattutto nella seconda parte. Un ripensamento sull’art. 49 è indispensabile perché Calamandrei e Saragat già nel 1947 avevano denunciato il rischio della scarsa agibilità e democrazia interna ai partiti. 

Il Partito, con il sacrificio di pochi, con errori e lacune, ha resistito ai briganti della politica, a chi voleva acquistare il PSDI con le 30 monete ed ha chi ha pensato che le insolenze potessero trovare spazio rispetto ad una politica silenziosa, ma politica con la P maiuscola, senza intrighi e primi della classe.

Oggi presentiamo un partito aperto alla discussione, al diritto-dovere del territorio di scegliere il proprio futuro ma con l’esigenza contestuale di coordinare la crescita, controllare il rispetto delle regole perché non si formino in periferia baronie di infausta memoria.

La struttura nazionale deve adeguarsi e ristrutturarsi rispetto alle mutate responsabilità in maniera più snella, meno burocratica, utilizzando anche strumenti innovativi per far circolare le proposte ed acquisire i pareri, riducendo all’indispensabile le incompatibilità tra ruoli nazionali e locali. Dobbiamo aspirare ad un Partito più presente nel dibattito politico, con più voci. Il silenzio della stampa nazionale va risarcita da una presenza puntuale e quotidiana sulla stampa locale, nelle nuove forme di comunicazione, più veloci e meno costose.

Dobbiamo aprire le nostre menti al nuovo, offrire le nostre passioni alle nostre idee, smuovere l’apatia, sognare e far sognare. La storia ci ha insegnato che in politica non ti regalano nulla. Cerchiamo di conquistare nuovi spazi per il futuro dei nostri figli.

 

Mimmo Magistro

«Ciò che non si comprende non lo si possiede.»(Johann Wolfgang von Goethe)

 
di Ufficio Stampa (del 29/07/2010 alle 10:50:39, in Ufficio Stampa, linkato 22 volte)

Ai componenti il Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti

LORO SEDI

Manfredonia, lì 27.07.2010

Sabato 11 settembre 2010 – alle ore 11.30 – prima della riunione di Direzione Nazionale - riuniremo il Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti per esaminare il conto consuntivo 2009 ed il preventivo 2010.

Cordiali saluti.

Il Presidente del Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti

Dott. Giovanni Caratù

 

 
di Ufficio Stampa (del 20/07/2010 alle 18:23:02, in Ufficio Stampa, linkato 30 volte)

Roma, lì 20.07.2010

Ai componenti la Direzione Nazionale - Ai componenti il Comitato Etico - Ai componenti il Collegio Nazionale dei Probiviri - Ai componenti il Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti

LORO SEDI

Oggetto : convocazione riunione della Direzione Nazionale PSDI.

Cari compagni, verificata la Vostra disponibilità ed attesa l’esigenza di garantire una presenza numerosa e qualificata, la Direzione Nazionale è convocata per venerdì 10 settembre 2010 - alle ore 23.00 - in prima convocazione e per sabato 11 settembre 2010 - alle ore 12.00 - in seconda convocazionein Bari – per discutere sul seguente ordine del giorno:

1) approvazione verbale della seduta precedente;

2) relazione del Segretario Politico;

3) relazione del Responsabile Organizzativo sull’esito del tesseramento. Determinazioni;

4) presa d’atto delle dimissioni e rielezione della Commissione Nazionale di Garanzia per il Congresso;

5) eventuali, ulteriori adempimenti congressuali;

6) approvazione conto consuntivo 2009 e bilancio di previsione 2010;

7) varie ed eventuali.

 Al fine di consentire ai compagni di programmare il ritorno nelle proprie sedi, i lavori formali della Direzione si concluderanno, salvo diverse esigenze, per le ore 16.00 circa. Successivamente i compagni che dovessero fermarsi a Bari per pernottare, potranno visitare le possibili location individuate per il Congresso Nazionale (Bari-Trani-Fasano/Ostuni) e le zone limitrofe (Trulli di Alberobello e/o Castel del Monte). Per i compagni che dovessero arrivare in aereo o in treno è previsto l’accoglimento ed il trasferimento alla sede della riunione da parte dei compagni di Bari. A fine agosto, Vi saranno inviate ulteriori notizie logistiche.

Con l’occasione, infine, Vi sollecito sia il tesseramento (che ai fini congressuali scadrà il 31/07/2010), sia la comunicazione, entro tale data, dei consiglieri comunali aderenti formalmente al PSDI. In attesa di incontrarVi, invio cordiali saluti.

IL SEGRETARIO NAZIONALE

f.to Mimmo Magistro

 
di Ufficio Stampa (del 15/07/2010 alle 18:06:21, in Ufficio Stampa, linkato 26 volte)

Ai componenti il Direttivo Regionale

LORO SEDI

Bari, lì 15.07.2010

OGGETTO: convocazione Direttivo Regionale.

Cari compagni, il Direttivo Regionale, è convocato per martedì 20 luglio p.v. – alle ore 18.00 – presso la Sede regionale del PSDI - Ars Club – Bari – Ceglie del Campo – Via Municipio, 24/C – per discutere sul seguente o.d.g. :

1) relazione del Segretario Regionale;

2) Congresso Regionale: adempimenti e nomina Commissione Regionale di Garanzia per il Congresso;

3) varie ed eventuali.

In attesa di incontrarVi, invio cordiali saluti.

IL SEGRETARIO REGIONALE - Raffaele Pollice

 

Intervenendo a Perugia al Congresso Nazionale del Partito Socialista, Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI ha dichiarato di “condividere l’analisi politica di Riccardo Nencini”.

Per Magistro: “la sua relazione è la lucida fotografia degli ultimi 20 anni della politica in Italia e le proposte meritano un approfondimento”.

Magistro ha aggiunto che l’idea di dar vita ad un patto federale tra forze laiche e socialiste, radicali e democratici troverà spazio nel dibattito che a breve vedrà impegnati i socialdemocratici nel proprio congresso di ottobre.
Magistro ha comunque voluto difendere la scelta di Saragat di allearsi con De Gasperi nelle elezioni del 1948, che lo stesso Nenni, anni dopo, riconobbe strategica per la democrazia italiana perché scongiurò la vittoria della sinistra massimalista, e quindi, il rischio di finire sotto l’influenza sovietica come Albania, Jugoslavia e Romania.

Perugia, 10/07/2010

 
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