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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
Finito il tempo del lutto, siamo giunti al momento dei proclami. Il nostro Paese si sta abituando alla regolare celebrazione dei Funerali di Stato ed allo scorrere degli elenchi delle vittime, civili e talvolta militari, quasi si fosse in presenza di eventi “normali” ed “inevitabili”.
Non è così, ed il Partito Socialdemocratico ha intenzione di denunciarlo con forza perché, ogni anno, avvicinandosi ai mesi più piovosi, si ripropongono i medesimi problemi che non di rado sfociano nel dramma come a Sarno e Messina. Esistono da tempo accurati strumenti di pianificazione territoriale, ma il Governo non interviene per l’atavica assenza di fondi. Salvo lanciarsi in proclami del giorno dopo ed in tardive e gravose Opere di Ricostruzione, dimenticando rapidamente il prezzo che la popolazione ha già pagato in termini di vite umane.
Il direttivo della Federazione Provinciale di Catanzaro del Partito Socialista Democratico Italiano convocato ieri dal coordinatore Corrado Didonna, ha discusso le future prospettive del partito in vista della ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva nonché i futuri scenari in occasioni della prossime elezioni regionali previste nella primavera del 2010. Dal dibattito è emerso una profonda critica nei confronti dell’attuale governo cittadino ed in particolare dell’operato di alcuni assessori della giunta guidata da Rosario Olivo.
Il PSDI da sempre espressione di un socialismo moderno, umano e democratico non può far altro che denunciare la più completa assenza di questa Giunta comunale verso i concreti problemi dei catanzaresi , abbandonati a sé stessi e lontani dell’Istituzione comunale interessata più alle vicende politiche che a quelle della collettività.
E’ evidente da quanto affermato sui giornali da vari esponenti della maggioranza di centro-sinistra che più che una seria programmazione tecnico-amministrativa dell’ente comunale, si spera in un continuo “tirare a campare” confidando anche nell’appoggio di qualche esponente dell’opposizione magari in cerca di migliori future elettorali.
Il PSDI di Catanzaro si chiede quando il sindaco Olivo intenderà prendere realmente le redini della sua Giunta e mettere un po’ di ordine allo stato confusionale che regna nelle forze politiche che sostengono l’esecutivo comunale.
I socialdemocratici catanzaresi perni storici centro-sinistra anche in ambito nazionale , alla luce della direzione politica dell’ente locale esprimono un giudizio unanime di bocciatura dell’esecutivo comunale , denotando la più completa assenza dei valori progressisti che dovrebbero ispirare appunto una Giunta che si considera di centro-sinistra e per tanto danno mandato al coordinatore Didonna ad intraprendere relazioni con le altre forze politiche affini ad un progetto serio, moderno e reale che prima di tutto metta al centro il cittadino e le sue reali esigenze: il PSDI è pronto a ripartire appunto tra la gente. PSDI CATANZARO
Apprendiamo , senza alcun stupore, quanto accaduto ieri nella seduta plenaria del Consiglio regionale della Campania presieduto dall’on. Sandra Lonardo, il quale all’unanimità approvava un ordine del giorno firmato da tutti i gruppi politici , con il quale si chiede al ministro Alfano l’applicazione del Decreto Ministeriale che assegna la sede meridionale della Scuola Superiore di Magistratura alla città di Benevento e più precisamente nei locali dell’ex Scuola allievi Carabinieri ausiliari , già ampiamente adeguati per ospitare il prestigioso istituto di formazione.
Il fatto in sé , fa riflettere come una classe politica seria, competitiva e realmente attaccata al proprio territorio supera tutte le barriere ideologiche e di partito , pur di portare avanti un progetto concreto e con risvolti positivi nei temi sociali, economici ed occupazionali.
Invece in Calabria , sarebbe impensabile che il Consiglio Regionale di stanza a Reggio Calabra possa appoggiare un iniziativa a favore di Catanzaro o Cosenza o viceversa; come surrealistico sarebbe pensare che a Catanzaro deputati, consiglieri regionali, provinciali e comunali posso comunemente partorire una forma di protesta seria , che vada oltre alle rituali parole, nei confronti dell’ennesimo scippo perpetrato a danno della città Capoluogo di Regione. Probabilmente l’attaccamento alla rendita personale e alla poltrona istituzionale rende cechi anche abili “aquile” della politica , salvo avvistarli abilmente come avvoltoi solo nelle campagna elettorali in accetta di qualche voto in più, che possa rafforzare questo o quel centro di potere, sempre a discapito del cittadino.
L’auspicio nostro ma crediamo di tutti è che fatti del genere facciano maturare nell’opinione pubblica una coscienza libera e critica , che spazzi via l’attuale classe politica dirigente calabrese , la quale ha pienamente fallito il suo mandato sia dal punto di vista istituzionale che sul semplice piano umano; l’elettorato deve ripartire da coloro che realmente posso risollevare le sorti dalla nostra Regione, scegliendo volti nuovi tra coloro che vivono quotidianamente e nel concreto i problemi di tutti i giorni ma non si arrendono mai di affrontarli e soventemente a risolverli.
PSDI CATANZARO
Apprendiamo con estremo sdegno e stupore quanto apparso sul sito web ufficiale del Comando Militare Esercito “Calabria” di Catanzaro , circa l’incontro tra il comandante dell’Ente col. Salvatore Rampulla ed l’on. Domenico Tallini, consigliere regionale ed esponente di primo piano del Popolo delle Libertà catanzarese.
L’evento non fa che indignarci in quanto la Costituzione della Repubblica italiana tassativamente impedisce ai militari di svolgere attività politiche e/o sindacali all’interno di strutture militari , né tanto meno di schierarsi nelle varie campagne elettorali con uno o altra formazione politica.
L’on. Tallini, pur essendo un consigliere regionale e comunale in carica, attualmente non ricopre alcun incarico istituzionale ed esecutivo in seno ai civici consessi in cui è stato eletto, ed è pacificamente risaputa la sua appartenenza al Popolo delle Libertà, formazione politica attualmente in campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo e di numerosi enti locali tra le quali spiccano le province di Cosenza e Crotone, proprio in territorio calabrese.
Ironicamente ci auguriamo che lo stesso on. Tallini si sia preoccupato di visitare la Biblioteca del Comando Militare , da poco trasferita a Catanzaro da Reggio C. e che esponenti del suo partito volessero che rimanesse in riva allo Stretto; così come certamente si sarà interessato delle sorti dell’ormai ex ed abbandonato Centro Militare di Medicina Legale di Catanzaro che rimane abbandonato nel centro del Capoluogo per volontà e virtù dell’ex Ministro all’epoca di Forza Italia ora PdL on. Antonio Martino.
Per questo ci rivolgiamo ai Sindacati ma anche alle altre forze democratiche presenti in città, di impegnarsi insieme a noi a scrivere una forte e vibrante lettera di chiarimenti al Presidente della Repubblica e Capo delle FF.AA., on. Napolitano ed al Ministro competente, on. La Russa, affinché fatti odierni , come quello accaduto al Comando Militare Esercito di Catanzaro, non avvengano più: l’Esercito degli italiani non ha nulla a che vedere con la faziosità della politica.
PSDI Catanzaro.
Stamane presso il Parco delle Biodiversità di Catanzaro, si è tenuta una giornata all’insegno dello sport che ha visto impegnate i circoli didattici dell’hinterland catanzarese. Grazie alla giornata soleggiate , l’evento ha avuto un ottimo risultato e soprattutto entusiasmato i tanti bambini presenti che hanno potuto comprendere una giornata d’insegnamento dettata dalla natura e dallo sport.
Purtroppo l’unica nota stonata è stata l’assenza dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, ente proprietario del parco, il quale non ha minimamente dato supporto e collaborazione agli organizzatori dell’evento. Per di più la “solerzia” della Polizia Provinciale è stata mirata ad elevare contravvenzioni al Codice della Strada alle autovetture in sosta nel perimetro del parco e che vista la circostanza erano perlopiù di insegnati e genitori che accompagnavano ed assistevano i bambini all’evento.
La presente non vuole essere un critica a chi fa il proprio dovere, ma è evidente che la situazione necessitava di ben altro trattamento e l’Amministrazione Provinciale che si reputa da sempre attenta ai giovani, in questo caso ha perso una grossa occasione per darne dimostrazione.
Infine ci appelliamo al buon senso del presidente Ferro affinché illumini con la sua saggezza il corpo della Polizia Provinciale ed annulli le contravvenzioni elevate ed La esortiamo a rendersi in prima persona partecipe di eventi come quello odierno di sano e puro sport tra i giovani: dalle parole ai fatti.
PSDI Catanzaro
“Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli abruzzesi colpiti dal sisma ed in particolare a coloro che nel crollo degli edifici hanno perso familiari ed amici. La popolazione de L’Aquila è stata adottata simbolicamente da tutti gli italiani che si dai primi minuti successivi al terremoto, sì è mobilitata nei soccorsi e nel prestare la prima assistenza davanti ad una calamità naturale, così devastante.
Un plauso va al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi che già nella mattinata successiva all’evento, si è recato nei luoghi del terremoto ed ha iniziato a coordinare il Dipartimento della Protezione Civile. Il premier ha dato prova di altruismo e senso delle Istituzioni, tralasciando almeno per questa volta , il suo indirizzo politico “ad personam” che fin ora ha contraddistinto il governo del centro-destra.
Unica nota stonata come al solito è rappresentata dal ministro della Difesa , Ignazio La Russa.
Il reggente del dicastero di via XX Settembre , avrebbe dovuto essere in prima fila così come fanno i suoi colleghi internazionali, insieme ai contingenti delle Forze Armate, che coadiuvando la Protezione Civile ma anche Polizia e Carabinieri garantiscono una massiccia presenza di personale specializzato a sopperire all’ emergenza in un territorio devastato ed ancora troppo fragile. Il Ministro , invece è continuo protagonista di serate televisive sulle reti nazionali con il solito scopo di fare propaganda più che ai militari impegnati, a se stesso ed alla sue presunte “virtù” nel condurre il prestigioso ministero della Difesa. Sinceramente siamo stufi dei continui atteggiamenti del ministro La Russa, volti esclusivamente a promuovere un mondo quello delle “stellette” che gli Italiani apprezzano solo per il sacrificio quotidiano dei militari, e non certo per la sua insistente propaganda. Ci piace ricordare che lo stesso La Russa in una trasmissione televisiva in onda sull’emittente nazionale La7, dove si evidenziavano i privilegi della casta con le stellette, osò contestare quello che la realtà delle immagini avevano ripreso definendole “faziose e contro lo spirito nazionale”; per non citare i silenzi del suo dicastero sull’abbandono di strutture militari importanti come l’oramai ex Ospedale militare di Catanzaro, che genera l’indignazione di tutti i calabresi che vedendo l’imponente edificio ne comprendono lo spreco per il mancato utilizzo da parte delle Istituzioni.
Crediamo fortemente che in questo momento di riflessione , la priorità sia dare una mano alle popolazioni colpite dal terremoto ma anche ringraziare tutti coloro,civili e militari, che con gesti anche di piccola entità danno la speranza agli abruzzesi ma a tutti gli italiani che nella nostra Nazione prima di tutto quello che conta è la solidarietà; chissà se un giorno il ministro La Russa la preferirà alla televisione.”
Coordinamento Provinciale PSDI Catanzaro
“Merito di questa Costituzione è l’avere accantonato le forme corporative, che possono falsare il gioco della volontà popolare; ma uno dei difetti di questo testo è di avere dimenticato qual è lo strumento che oggi dà veramente una forma di rappresentanza organica alla volontà popolare nelle democrazie moderne. Qual è questo strumento? E’ il partito politico. Questa è la vera forma di rappresentanza organica della democrazia. Eppure in questa Costituzione questo strumento fondamentale che è il partito politico non esiste. Se ne fa un vago accenno e non si intende che proprio lì è il fulcro delle democrazie moderne. Ora, un oratore, se non mi sbaglio, l’On. Calamandrei, ha accennato alla possibilità di determinate garanzie costituzionali per il funzionamento democratico dei partiti. E ho udito un’obiezione, che è venuta dall’estrema sinistra, in cui si diceva che il popolo giudicherà se i partiti sono democratici o meno, dando il voto o non dandolo. Questa è un’illusione, perché se veramente questo criterio fosse valido, il problema non si porrebbe. La tragedia è che molte volte il popolo può essere ingannato. Tutta la storia è un esempio di questi inganni di cui il popolo è stato vittima. Il popolo molte volte ha votato per partiti che erano antidemocratici, totalitari, reazionari. Ora, può questa Costituzione studiare qualche cosa che dia al popolo la garanzia di essere tutelato da questi inganni? I partiti politici sono lo strumento più efficace della volontà popolare se essi sono democratici. Questo è il punto fondamentale della realtà politica moderna. Se ciò è, la democrazia è al riparo di ogni pericolo. Ma se i partiti sono tendenzialmente antidemocratici, allora tutto il problema della democrazia è posto in discussione, ed è difficile determinare un criterio di discriminazione fra partiti democratici e partiti che non lo sono, perché tutti i partiti, tutti indistintamente, tendono a trasformare lo Stato e la società , e mentre oggi, in un certo senso, tutti i partiti sono profondamente esclusivisti, ogni partito è la cellula di formazione di un nuovo tipo di società e di un nuovo Stato. Questa, più o meno, è la tendenza generale dei partiti politici di oggi. Ora, io penso, che se questo esclusivismo dei partiti, lo chiamerò così, è spinto fino al punto di fare, delle eliminazioni violente degli altri partiti, l’obiettivo tacito ed espresso, allora l’esclusivismo cessa ed al suo posto subentra spesso una cosa più grave, che è il totalitarismo. Questo è il criterio di discriminazione tra partiti democratici e partiti che non lo sono. La garanzia contro questo pericolo è rappresentata oggi, nella democrazia moderna, dalla pluralità dei partiti. Dove ci sono molti partiti c’è una specie di neutralizzazione di forze antagonistiche e di queste tendenze esclusivistiche; ma più che la pluralità dei partiti, a mio avviso, è nella funzionalità democratica, nella vita democratica dei partiti stessi che risiede la garanzia di vita della democrazia politica. E ciò che è grave nel nostro tempo gli elementi fondamentali della vita politica, gli elementi fondamentali che creano lo Stato, si elaborano in un’atmosfera che molte volte sfugge al controllo dell’opinione pubblica e sfugge in parte al controllo degli stessi militanti che vivono nell’interno dei partiti. Ma se nel militante da un lato si determina un comportamento di devozione e di sacrificio che è altamente sociale, dall’altro lato la vita di partito determina in lui un comportamento conformistico che molte volte è in netta opposizione con lo spirito critico e che può costituire una monaccia per la democrazia. I capi di partito sovente costretti a richiamare i loro militanti ai pericoli del settarismo che insidia e minaccia le finalità democratiche nell’interno dei partiti stessi. E’ questo il processo che minaccia la democrazia moderna. Tutto dipende dal modo come i partiti funzioneranno, dipende dalla possibilità di mantenere una vita democratica nell’interno dei partiti stessi. Può la Costituzione offrire delle garanzie per favorire questo processo di sviluppo democratico nell’interno dei partiti, o non può farlo? Questo è il problema. Ora, ci sarebbe da fare un lungo discorso, che io non voglio fare. Dirò che la migliore garanzia è nella creazione di un clima generale politico del paese che favorisca la tolleranza reciproca. È questo clima non si può alimentare che in un’atmosfera sociale in cui i peggiori antagonismi economici vengono soppressi, in un regime economico che attenui i motivi di sofferenza e di rivolta morale della classe lavoratrice. In altri termini, soltanto con la giustizia sociale, si possono risolvere questi problemi. Il problema della giustizia sociale, ed il problema della libertà, sono intimamente collegati. Implicitamente, il progetto nella sua esplicita enunciazione dei diritti sociali dell’individuo, indica questo rimedio fondamentale ed il pericolo di un avviamento al totalitarismo. Un’altra garanzia, a mio avviso, del funzionamento democratico dei partiti è nel civismo degli stessi militanti, che si trovano nell’interno di questi partiti, civismo che può dare un certo equilibrio di patriottismo di partito. Ma è chiaro che un accenno a questo problema e qualche garanzia devono pure essere formulati nella Costituzione. Per una certa analogia, si sarebbe potuto applicare ai partiti politici quello stesso criterio che nella Costituzione si è applicato per la stampa. Un certo controllo analogo a quello sul funzionamento dei giornali si sarebbe potuto, a mio avviso, elaborare per quanto si riferisce alla vita interna dei partiti politici”.
Anche il PSDI parteciperà - martedì 3 febbraio p.v. - alla manifestazione di protesta contro lo sbarramento al 4% imposto da Berlusconi e Veltroni.
L’appuntamento è fissato per le ore 12.00 al Quirinale e per le ore 14.00 a Montecitorio. Tutti i compagni dirigenti disponibili sono invitati a partecipare.
Anche il PSDI parteciperà - martedì 3 febbraio p.v. - alla manifestazione di protesta contro lo sbarramento al 4% imposto da Berlusconi e Veltroni.
L’appuntamento è fissato per le ore 12.00 al Quirinale e per le ore 14.00 a Montecitorio. Tutti i compagni dirigenti disponibili sono invitati a partecipare.
Si riporta di seguito il docomento stilato questa mattina dal Comitato per la Democrazia , alla cui riunione ha partecipato, per il PSDI, il Presidente Nazionale, Alberto Tomassini.
Il Segretario Nazionale, Mimmo Magistro , conferma che il PSDI ha deciso di aderire alla mobilitazione - martedì 03 febbraio - alle ore 12.00 presso il Quirinale ed alle ore 14.00 a Montecitorio.
Un grave attentato alla democrazia
Si è riunito il Comitato per la democrazia con la presenza dei rappresentanti di Rifondazione comunista, Partito socialista, Sinistra democratica, Radicali italiani, Pri, Psdi, Verdi, Partito d’Azione, Pli, Udeur, Liberaldemocratici, I socialisti. Il Comitato ha approvato questo documento:
1) Il Parlamento si appresta a iniziare l’iter di approvazione di una legge per le elezioni europee che contrasta non tanto con le pur legittime aspirazioni di esistenza di partiti politici che vivono di tradizioni storiche e di progetti politici di interesse nazionale, ma con i diritti di democrazia sanciti dalla Carta costituzionale. Cambiare la legge elettorale e le norme di accesso al Parlamento europeo mentre è già da tempo in corso la preparazione delle liste e in qualche caso, dopo aver definito le stesse, anche la raccolta delle firme, caso unico in tutta Europa, rappresenta un grave attentato alla democrazia.
2) Questo avviene non alla luce di una esigenza di maggior equilibrio democratico e di minor frammentazione politica al Parlamento di Strasburgo, che peraltro non deve eleggere alcun governo, ma come esigenza dei due partiti maggiori del nostro paese che vogliono costruire un sistema fondato sulla loro assoluta supremazia forzando l’interpretazione delle norme come è avvenuto ad aprile, o cambiando improvvisamente, come sta avvenendo oggi, la legge elettorale europea. La responsabilità maggiore cade sul Pd e sul suo segretario Veltroni che tenta, con lo sbarramento elettorale al 4%, di frenare la sua caduta libera di consensi registrata in tutti i sondaggi. Questo cambiamento di legge avviene nel contesto di un grande baratto tra Pd e Pdl che investe anche altri atteggiamenti parlamentari e spartizioni di potere.
3) Si consolida così quel regime antidemocratico fondato sul falso bipartitismo all’italiana che tenta di spartirsi il finanziamento pubblico con denari degli italiani che non risparmieranno un euro, mentre i protagonisti sono forze politiche oligarchiche, con vertici non eletti democraticamente attraverso congressi e senza vita democratica al loro interno, che si pongono in netto contrasto con i principi stabiliti dall’articolo 49 della Costituzione.
4) Il Comitato per la democrazia indice dunque per la giornata di martedì due iniziative di lotta. L’una con inizio alle ore 12 dinanzi al Quirinale e l’altra con inizio alle ore 14 a Montecitorio. Promuove nel contempo iniziative di protesta in tutte le città capoluogo e nei consigli regionali, provinciali e comunali. E sottopone a verifica tutte le alleanze locali.
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